Vedi anche Le distribuzioni Linux si contano sulla punta delle dita .
Vedi anche Reperire software su Linux: repository e compilazione .
Mea culpa ma, almeno dopo l'inevitabile distro hopping iniziale, ho cominciato sempre più a prendere le distanze dalle distribuzioni cosiddette derivate.
Perché dovrei aggiungere complessità, quando posso utilizzare una base solida e più essenziale? In fondo le derivate non sono solo delle indipendenti con qualche pacchetto e configurazione in più?
Solo gli stolti non cambiano idea, recita un noto detto.
Dopo anni di Arch Linux, coccolato e quasi del tutto estraneo a problematiche (almeno per quanto mi riguarda, ottenendo persino più stabilità di distro point release), ecco che nell'ambiente Linux si inizia a parlare insistentemente di una nuova derivata: CachyOS.
Manjaro ed EndeavourOS, i progetti più noti costruiti a partire da Arch, non mi avevano mai convinto troppo, perché mai stavolta avrebbe dovuto essere diverso? Eppure dovevo perlomeno dare una chance a questa nuova distribuzione tanto chiacchierata...
La peculiarità di CachyOS è la sua attenzione all'ottimizzazione delle prestazioni, specificatamente per l'ambito desktop. Per ottenere il massimo delle performance si ricorre a pacchetti compilati appositamente per sfruttare le caratteristiche delle CPU moderne.
Niente di nuovo sotto il sole, si potrebbe obiettare, è dai tempi di Gentoo che si utilizza la compilazione per spremere il metallo.
Giusto, ma nel caso di CachyOS tutte le vecchie criticità (complessità, tempi di compilazione, gestione manuale degli aggiornamenti ecc..) lasciano spazio a repository pieni di software ottimizzato.
È un po' come unire i vantaggi della compilazione dei singoli pacchetti alle funzionalità di una distribuzione moderna.
Spoiler: quasi tutti.
I pacchetti compilati all'interno dei repository di CachyOS possono sfruttare i livelli di microarchittetura x86-64-v3 e x86-64-v4, oltre che ad ottimizzazioni specifiche per l'architettura Zen 4 di AMD.
In soldoni, quasi tutte le CPU Intel ed AMD prodotte a partire dal 2013 ad oggi sono in grado di beneficiare dei vantaggi offerti da CachyOS.
Anche il kernel, fulcro di qualsiasi distribuzione, è personalizzato, compilato separatamente per ogni architettura (come avviene per i pacchetti standard) e settato in modo da dare priorità alla reattività.
Tutti questi accorgimenti rendono CachyOS adatta a principalmente a tre tipi di scenario:
Come se non bastasse, CachyOS si porta dietro una serie di comodità non indifferenti, tra cui:
Passando per Calamares (non ho ancora studiato per bene l'installer da CLI), ci sono però anche alcuni svantaggi rispetto ad una classica Arch Linux vanilla.
Le suddette comodità si traducono anche in un minor controllo, e tendenzialmente ci si ritrova con un numero maggiore di pacchetti installati ed alcune configurazioni da sistemare se si cerca il minimalismo tipico di Arch. Scordatevi i setup da 3 minuti di archinstall.
Ho trovato poi dei piccoli bug, ad esempio con pacchetti inclusi nel sistema anche se deselezionati in Calamares (nel mio caso cachyos-settings ed il pacchetto completo dei linux-firmware).
Sono consapevole che si tratti di elementi essenziali, ma a questo punto avrei preferito che non ci fosse la possibilità di escluderli nell'installer.
Alcune pre-configurazioni vagamente aggressive, infine, anche se ben documentate e reversibili, potrebbero portare la distribuzione verso la direzione delle opinionate, cioè pensate in base alle esigenze specifiche di qualcuno, più bloated, e meno avvezze alla personalizzazione profonda.
A questo punto mi sorgono spontenee delle domande: perché dovrei usare ancora distribuzioni che non compilano i pacchetti in maniera selettiva? Non esiste niente come CachyOS?
Ni. Innanzitutto le modifiche apportate dagli sviluppatori di ChachyOS possono essere traslate facilmente su una Arch pura o qualsiasi derivata (repository inclusi).
In secondo luogo ci sono molti fattori che incidono sulla reattività di una distribuzione: il sistema di init, i driver, l'hardware che si ha disposizione ecc.
L'enorme possibilità di scelta offerta nell'ambito delle distribuzioni, seppur introducendo anche delle criticità oggettive, resta uno dei più grandi vantaggi di chi vive Linux anche su desktop.
CachyOS ha probabilmente aperto la strada verso una concezione di sistema operativo in parte rivoluzionaria - piuttosto che imporre all'utente di sostituire le proprie macchine, forse è il caso di imparare a creare software efficiente e cucito su misura dell'hardware - ma non vuole e non deve essere intesa come la panacea dei problemi di Linux su desktop.
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