La procedura è stata testata su Arch Linux; è sempre preferibile leggere la documentazione specifica per ogni distro. Quando possibile ci serviremo del terminale, ma non mancherà anche una parte su interfaccia grafica, che in questo caso aiuta a semplificare molto delle operazioni.
Vedi anche Virtualizzare con KVM .
Virt-manager è un ottimo strumento per la creazione e la gestione di macchine virtuali basate su KVM, e può essere considerato un alternativa più ottimizzata rispetto a software come Virtualbox.
Per consuetudine la rappresentazione dei comandi avviene con il prefisso "$ ", che non va digitato nella shell.
I pacchetti richiesti sono quelli passati nel comando: $ sudo pacman -S dnsmasq libvirt qemu-desktop virt-manager
Per la gestione dell'utente, aggiungiamo il nostro al gruppo libvirt: $ sudo usermod -aG libvirt luca
Ora dobbiamo abilitare il servizio libvirtd: $ sudo systemctl enable --now libvirtd.service Il parametro --now abilita il servizio immediatamente (senza specificarlo sarebbe richiesto il riavvio) ed equivale ad impartire successivamente systemctl start.
In generale, e viste le modifiche apportate nei paragrafi precedenti, è preferibile utilizzare una sessione utente.
Di default al primo avvio, virt-manager si aprirà con attiva la sessione di sistema.
Per disattivarla (facoltativamente) è sufficiente fare clic con il tasto destro sul nome della connessione QEMU/KVM, cliccare prima su Disconnect (la traduzione lascia alquanto a desiderare) e poi su Delete.
Finalmente l'ultimo passaggio. Senza abbandonare l'interfaccia dell'applicazione, aprite il menu File>Aggiungi connessione..., scegliete l'hypervisor QEMU/KVM Sessione utente dal menu a tendina, attivate la Connessione automatica (dovrebbe essere già spuntata) e confermate il tutto.
Ora sarà possibile creare e gestire macchine virtuali direttamente da virt-manager, e senza la necessità di impersonare l'utente root.
Virtualbox e gli altri hypervisor di tipo 2 sono nettamente più semplici da configurare, ma KVM è una peculiarità del kernel Linux che non si può ignorare.
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