Brave Origin: minimalismo a pagamento (ma non su Linux)

29/07/2026

La fisolofia KISS

In informatica KISS (Keep It Simple, Stupid) è un principio per cui un software deve essere mantenuto fondamentalmente semplice e lineare, eliminando le complessità superflue.
KISS si sposa bene con la fisolofia Unix, proposta nel 1969 da Ken Thompson, che si può riassumere come: «Scrivete programmi che facciano una cosa e che la facciano bene.».
Concetti come il minimalismo informatico, ovviamente, si sposano alla perfezione a questi tipi di approccio.

Il browser oggi

Tralasciando per il momento casi come systemd, contestato proprio per scostarsi eccessivamente dalle filosofie minimaliste, i browser odierni rappresentano sicuramente l'emblema di programmi che integrano un numero spropositato di funzionalità accessorie.

La complessità attuale di quello che nasce come uno strumento per navigare il Web è tale da renderlo affamato di RAM, CPU e disco.
In alcuni casi, ChromeOS insegna, il browser può essere paragonato ad un piccolo sistema operativo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è che molti potrebbero ormai vivere esclusivamente dentro un browser.
Le principali attività basiche quotidiane possono essere infatti fruite facilmente attraverso SaaS (acronimo di Software as a service), programmi che eseguono su server remoti e vengono erogati come servizi tramite applicazioni Web.
Che si tratti di notizie, social, email, suite di ufficio, programmi di fotoritocco, software di montaggio audio e video, LLM, tutto può girare potenzialmente all'interno di un browser.

Per chi non si accontenta

Come se tutto questo non bastasse, ci sono browser che non si accontentano di assecondare le manie del Web moderno, ma aggiungono ulteriori componenti che esulano dalla pura navigazione.
Vivaldi e Brave, su cui ci concentreremo oggi, sono forse gli esempi più eclatanti.

La piaga del bloatware

Brave è un browser multipiattaforma libero ed open source di origine statunitense, basato su Chromium ed incentrato sulla privacy dell'utente ed il blocco degli annunci pubblicitari.
Ha delle caratteristiche molto interessanti, tanto che Mozilla starebbe lavorando per portarne alcune all'interno del suo Firefox, e come tutti i grandi software nel tempo ha mostrato anche delle controversie (che non approfondiremo in questa sede).

La sua peculiarità è però quella di integrare, tra le altre cose:

Non ai livelli di Vivaldi, ma molte funzioni che si potrebbero definire come bloatware: superflue, non richieste, che finiscono per appesantire inutilmente l'esperienza di utilizzo e l'impatto sulle prestazioni dei dispositivi.

Brave Origin

Ora, anche se non sono l'unico che storce il naso di fronte alla pletora di feature inserite dagli sviluppatori di Brave, fin qui tutto normale.
Ma perché proporre un nuovo browser più minimale con licenza a pagamento?
Ecco, Brave Origin è esattamente questo, un browser autonomo privo delle funzionalità sopra elencate, o in alternativa un modulo aggiuntivo per disabilitarle nella versione standard di Brave.

Il caso Linux

L'aspetto curioso è che Origin, in entrambe le sue forme, si paga ovunque, ma è gratis su Linux.
La "giustificazione" è stata che, cito: "Alcune distribuzioni Linux offrono già versioni di Brave simili a Origin con alcune funzionalità disattivate. Abbiamo deciso di rendere Origin gratuito per tutti gli utenti Linux, così da offrire un’esperienza uniforme per tutte le varie distribuzioni[...]".
Che sia effettivamente per quanto dichiarato, o solo perché il desktop su Linux non viene considerato un business nemmeno lontanamente monetizzabile, per una volta una piccola soddisfazione.

Il paradosso del minimalismo a pagamento

Siamo proprio sicuri che più funzioni siano sempre un valore aggiunto? Almeno guardando le politiche di Brave, a quanto pare no.
Non è che magari un po' più di essenzialità possa essere gradita dall'utente finale?
Vedremo, ma quello che chiamo "il paradosso del minimalismo a pagamento", potrebbe offrire degli spunti di riflessione non banali.
Ogni riferimento ad LLM ed agenti ficcati ovunque è puramente casuale.

Torniamo a noi

Il progetto di Brave Origin, specie su Linux, resta degno di attenzione.
Dal sito ufficiale è possibile procedere con l'installazione del pacchetto standalone (autonomo).

Difficile consigliare AUR di questi tempi, seppure sia l'unico metodo di installazione menzionato che non implichi l'uso di repository aggiuntive.
Segnalo che su CachyOS è stato subito fatto un porting del pacchetto brave-origin-bin nei repo ufficiali.
I pacchetti prelevati da AUR, e portati negli archivi della distribuzione dal team di CachyOS, DOVREBBERO essere passati attraverso controlli di sicurezza.
Prestate attenzione ed agite a vostro rischio e pericolo.

[user@dajelinux ~]$ dajelinux --per-approfondire

[user@dajelinux ~]$ dajelinux -wtf

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