Omarchy è ovunque: hype a dismisura, youtuber eccitati, investimenti milionari.
Beh, vi risparmierò la prova di una distribuzione a mio avviso ben lungi dall'essere rivoluzionaria (quanto invece piuttosto controversa), ma non potrei nemmeno negare che abbia dei pregi.
Oltre ad un'estetica super accattivante, intorno alla distro gravitano dei tool interessanti che possono essere installati anche altrove; tra questi mi ha stupito positivamente Herdr.
Herdr, nonostante venga pubblicizzato pomposamente come la soluzione definitiva per l'esecuzione di intelligenza artificiale agentica, non è altro che un terminal multiplexer*, uno strumento per ottimizzare la gestione avanzata di un terminale (tra le alternative più conosciute GNU Screen, Tmux e Zellij).
L'essenza di questo tipo di programmi è quella di poter suddividere una singola finestra di emulatore di terminale (o una console) in sottosezioni.
Non manca nemmeno la possibilità di creare delle sessioni permanenti e sganciabili, utili soprattutto per avviare e recuperare processi su server remoti, a prescindere dallo stato del client.
Perché allora scegliere proprio Herdr come multiplexer? Per la sua estrema semplicità di utilizzo.
Dove di solito è necessario memorizzare combinazioni di tasti complesse, su Herdr si può agire facilmente anche con il mouse.
I menu risultano semplici e comprensibili, e per una volta si ha la sensazione che tutto sia al posto giusto.
Per consuetudine la rappresentazione dei comandi avviene con il prefisso "$ ", che non va digitato nella shell. Il contenuto preceduto da "#" rappresenta un commento esplicativo.
Sul sito ufficiale il metodo di installazione consigliato è quello di eseguire uno script online. Nulla vi vieta di impartire il comando indicato, ma io preferisco agire manualmente, anche in luogo della modalità di aggiornamento semi-automatica che vedremo a breve.
Procediamo quindi a scaricare da Github la versione Linux con architettura x86_64 o aarch64, apriamo un terminale e posizionamoci nella cartella di download. A questo punto:
# Rendiamo il binario eseguibile
$ chmod +x herdr-linux-x86_64# Spostiamo l'eseguibile in una directory contenuta nella variabile d'ambiente $PATH
$ sudo mv herdr-linux-x86_64 /usr/binHo volutamente semplificato l'esempio soprastante, utilizzando un percorso generalmente già incluso tra le posizioni dove vengono cercati i binari delle applicazioni.
L'ideale sarebbe aggiungere una directory all'interno della propria home utente nell'elenco di $PATH e spostarci l'eseguibile di herdr, per poter lavorare completamente senza privilegi amministrativi.
Quando verranno rilasciati aggiornamenti, un piccolo "led" vicino al menu, nell'interfaccia, ne segnalerà la presenza. A questo punto sarà sufficiente procedere con:
$ herdr updateL'interfaccia è composta da una sidebar laterale a sinistra ed un riquadro a destra per il contenuto vero e proprio dei pannelli. L'elenco degli spazi di lavoro è posizionato nella parte alta della sidebar, mentre in basso a sinistra figurano gli eventuali agenti AI.
Ogni spazio può contenere uno o più tab, che a loro volta sono contenitori per i pannelli.
Tutto concorre a creare una sessione.\
Ogni sezione si può velocemente aggiungere o rinominare, approfittando di menu contestuali altamente esplicativi o ricorrendo a più classiche combinazioni da tastiera (tra l'altro, simili a quelle di Tmux).
Dal menu principale si possono raggiungere le impostazioni dell'applicazione, visionare tutte le scorciatoie da tastiera, ricaricare la configurazione principale, e scollegarsi dalla sessione corrente.
Selezionando un testo, questo viene automaticamente copiato negli appunti di sistema, per essere incollato altrove.\
Herdr integra feature avanzate focalizzate su AI agentica e controllo di host remoti. Se non bastasse, ci sono più di 1800 plugins disponibili.
Pur non amando particolarmente l'approccio di una distribuzione come Omarchy, Herdr sembra essere un software ben realizzato e, a suo modo, "rivoluzionario".
Un terminal multiplexer minimale, con interfaccia accattivante e al contempo molto semplice da utilizzare. E non ho nemmeno sfruttato ancora tutte le sue potenzialità.
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